Guida Tecnica

Termofibra o PVC: qual è meglio per gli infissi? Confronto con l'alluminio

4 settembre 20269 minuti di lettura

A parità di spessore la termofibra isola meglio del PVC tradizionale, perché il rinforzo interno è in fibra di vetro invece che in acciaio e non crea ponte termico. Il PVC costa meno ed è sufficiente sulle aperture standard. L'alluminio a taglio termico serve quando la finestra è grande.

A parità di spessore del profilo la termofibra isola meglio del PVC tradizionale. Il motivo è costruttivo: nel PVC il profilo è rinforzato internamente da un'anima in acciaio, che è un ponte termico; nella termofibra quel rinforzo è in fibra di vetro, integrato nel profilo, e non conduce calore. Il PVC resta la scelta più conveniente sulle aperture di dimensione normale, mentre l'alluminio a taglio termico è l'unico che regge grandi luci con profili sottili. Questa guida spiega quando conviene ciascuno dei tre.

Che cos'è la termofibra e in cosa differisce dal PVC?

La termofibra non è un materiale alternativo al PVC: è un PVC costruito diversamente. Un profilo in PVC standard è un'estrusione a più camere che, da sola, non ha rigidità sufficiente a reggere il peso del vetro e le sollecitazioni del vento. Per questo al suo interno viene inserita un'anima di rinforzo in acciaio.

Quell'anima risolve il problema strutturale e ne crea uno termico: l'acciaio conduce calore molto più del PVC che lo circonda, e diventa una via di dispersione dentro il telaio. È un ponte termico nascosto, che non si vede guardando la finestra e che pesa sulla prestazione complessiva.

Nella termofibra il rinforzo è in fibra di vetro, incorporato nel profilo durante l'estrusione. Regge la stessa sollecitazione meccanica ma non conduce calore. Il risultato pratico è che, a parità di spessore e di vetro, il telaio disperde meno. È lo stesso principio del taglio termico nell'alluminio, applicato a un problema diverso.

Dove il vantaggio si sente davvero è nella pianura padana e nella fascia prealpina: inverni lunghi, umidità alta, e una differenza di prestazione del telaio che sull'arco di una stagione di riscaldamento diventa misurabile in bolletta.

Quando conviene il PVC e quando la termofibra?

Se l'obiettivo è il miglior rapporto fra spesa e risultato su finestre di dimensione normale, il PVC multicamera fa il suo lavoro. Ha ottima tenuta all'aria, non richiede manutenzione oltre alla pulizia, è disponibile anche in finiture effetto legno e costa meno.

La termofibra conviene quando l'efficienza energetica è l'obiettivo principale e non un effetto collaterale: ristrutturazioni che puntano a un salto di classe energetica, abitazioni molto esposte, oppure quando si vuole ottenere una prestazione elevata senza ingrossare il profilo e perdere superficie vetrata.

C'è poi un criterio pratico che orienta più della teoria: se state già sostituendo tutte le finestre di casa e accedete alla detrazione fiscale, la differenza di prezzo fra PVC e termofibra incide meno di quanto sembri sul totale, mentre la differenza di prestazione vi accompagna per i successivi vent'anni.

E l'alluminio a taglio termico quando serve?

L'alluminio non compete con gli altri due sullo stesso terreno: serve dove loro non arrivano. Ha una resistenza strutturale che permette profili molto sottili anche su ante grandi e pesanti, e questo lo rende la scelta obbligata per vetrate ampie, alzanti scorrevoli e aperture fuori standard, dove un profilo in PVC dovrebbe ingrossarsi tanto da mangiarsi la superficie vetrata.

Il taglio termico è la barriera in poliammide inserita fra il profilo esterno e quello interno, che interrompe la conduzione dell'alluminio nudo. Senza taglio termico un serramento in alluminio è, dal punto di vista energetico, quanto di peggio si possa montare: è esattamente ciò che troviamo nelle palazzine anni Ottanta e Novanta, ed è il caso in cui la sostituzione produce il salto più marcato che ci capiti di misurare.

L'alluminio ha anche il vantaggio della libertà formale e cromatica, che conta dove esiste un vincolo estetico o paesaggistico e il colore del serramento è prescritto dal regolamento comunale.

Tabella di confronto: termofibra, PVC e alluminio

Il quadro sintetico dei tre materiali sui criteri che contano davvero in fase di scelta.

TermofibraPVCAlluminio a taglio termico
Rinforzo internoFibra di vetro integrataAnima in acciaioNon necessario
Ponte termico nel telaioAssentePresente (l'anima in acciaio)Interrotto dalla barriera in poliammide
Isolamento a parità di spessoreIl migliore dei treBuonoBuono
Dimensioni massimeCome il PVCLimitate: oltre certe luci il profilo si ingrossaLe più ampie: regge grandi vetrate
Spessore del profilo a vistaMedioMedio-altoIl più sottile
ManutenzioneSolo puliziaSolo puliziaSolo pulizia
Finiture effetto legnoSìSìSì
Costo relativoIntermedioIl più contenutoIl più alto
Quando sceglierloObiettivo primario risparmio energeticoAperture standard, budget contenutoVetrate ampie, scorrevoli, vincoli estetici
Confronto sui profili che montiamo abitualmente: thermofibra Deceuninck, PVC Rehau e alluminio Schüco. I valori di trasmittanza puntuali dipendono dalla serie e dal vetro accoppiato e vengono indicati nel preventivo.

Il vetro conta quanto il telaio

È l'aspetto che viene sottovalutato più spesso, e che rende parzialmente sterile il confronto fra materiali. Il telaio è una cornice: la superficie che scambia calore e lascia passare il rumore è quasi tutta vetro. Un profilo eccellente con un vetrocamera mediocre dà un risultato mediocre, e la scelta della stratigrafia sposta la prestazione finale quanto la scelta del materiale.

In sopralluogo valutiamo l'esposizione, il rumore ambientale e la destinazione della stanza prima di proporre una soluzione: basso emissivo di serie, vetro selettivo per il controllo solare sulle esposizioni a sud, stratificato acustico nelle zone sotto le rotte di Malpensa o lungo le arterie di traffico. Non ha senso pagare un triplo vetro su una finestra di ripostiglio esposta a nord.

E la posa?

Un serramento certificato posato male perde gran parte delle prestazioni dichiarate, e a quel punto la discussione su termofibra o PVC diventa accademica. Le dispersioni non passano attraverso il telaio: passano dal giunto fra telaio e muratura, dal cassonetto e dal davanzale.

Il cassonetto merita una nota a parte. Nelle case costruite fra gli anni Sessanta e Ottanta è quasi sempre una cassa in legno o lamiera non isolata: da lì passa più calore che dalla finestra sottostante. Sostituire l'infisso lasciandolo intatto significa ottenere metà del beneficio atteso, e accorgersene il primo inverno.

Come scegliere, in pratica

Non esiste il materiale migliore in assoluto: esiste quello giusto per una certa apertura, in un certo edificio, con un certo budget. In sintesi: aperture di dimensione normale e spesa contenuta, PVC. Obiettivo prestazione energetica, termofibra. Vetrate grandi, scorrevoli o vincoli estetici, alluminio a taglio termico.

Nel sopralluogo gratuito rileviamo apertura per apertura, valutiamo esposizione e stato dei controtelai, e mettiamo per iscritto il confronto fra la prestazione del serramento esistente e quella del nuovo. Così la decisione si prende sui numeri e non sulle impressioni.

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