Cosa significano davvero le classi antieffrazione
Le classi di resistenza all'effrazione sono definite dalla norma europea UNI EN 1627 e vanno da 1 a 6. Non indicano quanto è "robusta" una porta in senso generico: indicano quanto tempo resiste a un preciso profilo di attacco, con precisi attrezzi, in condizioni di laboratorio.
- Classe 3
- Resiste a un tentativo di effrazione condotto con attrezzi da scasso comuni, incluso un piede di porco. È la classe che copre il rischio realistico nella grande maggioranza delle abitazioni: appartamento in condominio, villetta in zona abitata, piano terra con affaccio su strada. È anche la classe più venduta in Italia, e nella maggior parte dei casi è quella che consigliamo.
- Classe 4
- Resiste a un attacco più lungo e condotto con attrezzi pesanti, inclusi seghetto e scalpello. Ha senso in contesti specifici: abitazioni isolate, seconde case lasciate vuote per lunghi periodi, immobili con accesso non visibile dalla strada, o dove si custodiscono beni di valore. Il sovrapprezzo rispetto alla classe 3 è reale e va giustificato dal contesto.
La classe da sola non basta: contano serratura, cilindro e posa
Una porta certificata classe 3 con un cilindro economico è vulnerabile esattamente quanto il cilindro. Le tecniche di apertura più diffuse oggi non attaccano la porta: attaccano la serratura — bumping, key bumping, estrazione del cilindro.
Per questo proponiamo sempre cilindri di sicurezza con protezione antitrapano, antistrappo e antibumping, e in molti casi un defender esterno che protegge il cilindro meccanicamente. Su richiesta montiamo serrature a doppia mappa o a cilindro europeo, elettroniche o con chiave meccanica.
La posa incide quanto il resto: un controtelaio non ancorato correttamente alla muratura rende irrilevante qualsiasi certificazione. Il fissaggio lo eseguiamo secondo le prescrizioni del produttore, ed è la parte del lavoro che non si vede e che fa la differenza.
Estetica: la porta blindata non deve sembrare una porta blindata
Il blocco strutturale è nascosto: quello che si vede sono due pannelli, uno interno e uno esterno, entrambi personalizzabili in essenza, colore e disegno.
Sul lato interno il pannello può essere coordinato alle porte interne dell'appartamento, così che l'ingresso non stoni con il resto. Sul lato esterno la scelta segue il contesto: pannelli in laminato o alluminio per esposizione diretta agli agenti atmosferici, finiture in legno dove la porta è protetta da un pianerottolo o da un portico.
Su richiesta integriamo pannelli coibentati per migliorare l'isolamento termico e acustico verso il vano scala, guarnizioni perimetrali aggiuntive e soglia a scomparsa.
Classe 3 e classe 4 a confronto
| Classe 3 | Classe 4 | |
|---|---|---|
| Norma di riferimento | UNI EN 1627 | UNI EN 1627 |
| Profilo di attacco | Attrezzi da scasso comuni, piede di porco | Attacco prolungato, seghetto e scalpello |
| Contesto tipico | Condominio, villetta in zona abitata, piano terra su strada | Casa isolata, seconda casa, accesso non visibile |
| Diffusione in Italia | La più venduta | Minoritaria |
| Sovrapprezzo | — | Sensibile |
| Quando la consigliamo | Nella maggioranza dei casi | Solo se il contesto lo giustifica |
La classe certificata vale solo se cilindro, defender e ancoraggio del controtelaio sono all'altezza: la catena si rompe dal punto più debole.
