Tre materiali, tre situazioni diverse
Non esiste il materiale migliore in assoluto: esiste quello giusto per una certa apertura, in un certo edificio, con un certo budget. Questa è la differenza pratica fra i tre che lavoriamo.
- Alluminio a taglio termico
- Profili sottili e grande resistenza strutturale: è la scelta obbligata su vetrate ampie, alzanti scorrevoli e aperture di grandi dimensioni, dove un profilo in PVC non reggerebbe il peso senza ingrossarsi. Il taglio termico — una barriera in poliammide fra il profilo esterno e quello interno — è ciò che interrompe il ponte termico dell'alluminio nudo. Regge bene l'esposizione e non richiede manutenzione oltre alla pulizia.
- Thermofibra Deceuninck
- Un'evoluzione del PVC in cui il rinforzo interno non è in acciaio ma in fibra di vetro, integrato nel profilo. Risultato: nessun ponte termico dovuto al rinforzo metallico e prestazioni termiche superiori a parità di spessore. È la soluzione che proponiamo più spesso quando l'obiettivo primario è il risparmio energetico su finestre di dimensione normale.
- PVC Rehau
- Il miglior rapporto fra prestazione e prezzo sulle aperture standard. Ottima tenuta termica, manutenzione praticamente nulla, ampia scelta di finiture incluse quelle effetto legno. Il limite è dimensionale: oltre certe luci il profilo deve ingrossarsi e la superficie vetrata si riduce.
Il vetro conta quanto il telaio
È l'aspetto che viene sottovalutato più spesso. Il telaio è una cornice: la superficie che scambia calore e lascia passare il rumore è quasi tutta vetro. Un profilo eccellente con un vetrocamera mediocre dà un risultato mediocre.
Su richiesta montiamo vetrocamera basso emissive a doppia o tripla lastra, vetri selettivi per il controllo solare sulle esposizioni a sud, vetri stratificati acustici nelle zone sotto le rotte di Malpensa o lungo le arterie di traffico, e vetri stratificati antinfortunio dove la normativa lo richiede o dove ci sono bambini.
In sopralluogo valutiamo esposizione, rumore ambientale e destinazione della stanza prima di proporre una stratigrafia. Non ha senso pagare un triplo vetro su una finestra di ripostiglio esposta a nord.
La posa è metà del lavoro
Un serramento certificato posato male perde gran parte delle prestazioni dichiarate. Le dispersioni non passano attraverso il telaio: passano dal giunto fra telaio e muratura, dal cassonetto e dal davanzale.
Per questo la posa la eseguiamo sempre noi, con la nostra squadra, e non la subappaltiamo. Sigilliamo il perimetro con nastri a tenuta all'aria sul lato interno e traspiranti sul lato esterno, verifichiamo la registrazione di ogni anta a fine montaggio e lasciamo il cantiere pulito.
Nella maggior parte degli appartamenti lavoriamo senza opere murarie, montando il nuovo telaio sul controtelaio esistente dopo averne verificato la tenuta e la squadratura. Riduce polvere, tempi e costo: in un appartamento abitato è la differenza fra un giorno di lavoro e una settimana di cantiere.
Cassonetti, tapparelle e persiane: si intervengono insieme
Il cassonetto non coibentato è, in moltissime case degli anni Sessanta e Settanta, il punto di dispersione peggiore dell'intera parete — peggiore della finestra che lo sta sotto. Sostituire l'infisso lasciando il cassonetto com'è significa risolvere metà del problema e accorgersene il primo inverno.
Nello stesso intervento sostituiamo o coibentiamo il cassonetto, montiamo tapparelle in alluminio coibentato anche motorizzate, e installiamo persiane in alluminio con finiture che replicano il legno senza chiederne la manutenzione.
